L’ordine dei nodi di tipo Trigger in un workflow determina il punto dal quale il contatto continua nel workflow quando passa nuovamente da questi nodi. Per questo motivo, la loro posizione rispetto a un nodo di tipo Condizione o a un altro trigger può modificare il comportamento della strategia.
In questo articolo imparerai in che modo l’ordine dei nodi di tipo Trigger influisce sulla configurazione corretta del loro comportamento attraverso tre casi: un nodo di tipo Condizione prima di un nodo Trigger, un nodo di tipo Condizione dopo un nodo Trigger e due nodi di tipo Trigger consecutivi.
In che modo l’ordine dei nodi di tipo Trigger influisce sul funzionamento di un workflow
Quando un contatto raggiunge un nodo di tipo Trigger in un workflow, questo riattiva il flusso ogni volta che si verifica l’azione o viene soddisfatta la condizione che lo attiva, purché le limitazioni del nodo lo consentano. Ogni nuovo passaggio da questo nodo trigger consente al contatto di avanzare da quel punto, senza percorrere nuovamente i nodi precedenti.
Per questo motivo, anche se due workflow contengono gli stessi nodi di tipo Trigger, il loro comportamento sarà diverso a seconda dell’ordine in cui sono collegati.
Di seguito viene spiegato il funzionamento in base a tale ordine:
1. Nodo di tipo Condizione prima di un nodo di tipo Trigger
L’obiettivo del workflow seguente è mostrare un modulo di tipo inline ai contatti che non hanno un’email conosciuta in Connectif.
In questo workflow, il nodo “Verificare valore”, collegato al nodo “Inizio”, verificherà se il contatto ha un’email associata nella propria scheda contatto.
Se il contatto non ha un’email, passerà al nodo “Alla visita della pagina web”, che attenderà fino a quando non visiterà il sito per eseguire l’azione successiva, che in questo caso consisterà nel mostrare un modulo tramite il nodo “Inviare contenuto web”.
Da quel momento, ogni volta che il contatto passerà nuovamente dal nodo “Alla visita della pagina”, ovvero ogni volta che visiterà di nuovo il sito, riattiverà il workflow da quel punto e gli verrà inviato il modulo inline, indipendentemente dal fatto che la sua email sia stata acquisita o meno.
2. Nodo di tipo Condizione dopo un nodo di tipo Trigger
L’obiettivo del workflow seguente è mostrare un modulo di tipo inline ai contatti che non hanno un’email conosciuta in Connectif.
In questo caso, il nodo “Alla visita della pagina web”, collegato al nodo “Inizio”, attenderà fino a quando il contatto effettuerà una visita che attivi il trigger. Quando ciò accadrà, passerà al nodo “Verificare valore”, che controllerà se ha un’email associata in Connectif.
Se il contatto non ha un’email, verrà eseguita l’azione successiva, che in questo caso consisterà nel mostrare un contenuto web con un modulo tramite il nodo “Inviare contenuto web”.
Da quel momento, ogni nuova visita che attiverà il trigger farà sì che il workflow verifichi nuovamente se il contatto ha un’email prima di mostrargli il modulo.
In questo esempio e con questa logica, poiché il nodo “Verificare valore” si trova dopo il nodo trigger “Alla visita della pagina web”, la condizione verrà verificata nuovamente a ogni visita. Pertanto, una volta che il contatto avrà registrato la propria email, la volta successiva in cui attiverà il nodo trigger, ovvero quando tornerà sul sito, passerà nuovamente dal nodo “Verificare valore”, che verificherà che ora dispone di un’email conosciuta e, pertanto, non verrà più mostrato alcun modulo.
3. Due nodi di tipo Trigger consecutivi
3.1. Senza limitazione sul secondo trigger
L’obiettivo del workflow seguente è mostrare una notifica web push ai contatti che, dopo aver abbandonato un carrello, visitano un prodotto.
In questo workflow, il nodo “All’abbandono del carrello”, collegato al nodo “Inizio”, attenderà fino a quando il contatto abbandonerà un carrello con le specifiche configurate nel nodo. Quando ciò accadrà, passerà al nodo “Alla visita di un prodotto”, che attenderà fino a quando non visiterà un prodotto che soddisfi le specifiche configurate.
Quando il contatto attiverà questo secondo trigger, verrà eseguita l’azione successiva, che in questo caso consisterà nel mostrare una notifica web push.
Con questa configurazione, una volta che il contatto avrà attivato per la prima volta il nodo “All’abbandono del carrello”, ogni volta che visiterà un prodotto gli verrà nuovamente mostrata una notifica push, poiché non è stata configurata alcuna limitazione sui nodi.
3.2. Con limitazione sul secondo trigger
L’obiettivo del workflow seguente è anch’esso mostrare una notifica web push ai contatti che, dopo aver abbandonato un carrello, visitano un prodotto. In questo caso, viene utilizzato lo stesso workflow dell’esempio precedente, ma la limitazione “Disattiva dopo l’attivazione” viene configurata sul secondo trigger “Alla visita di un prodotto”.
In questo workflow, il nodo “All’abbandono del carrello”, collegato al nodo “Inizio”, attenderà fino a quando il contatto abbandonerà un carrello con le specifiche configurate nel nodo. Quando ciò accadrà, passerà al nodo “Alla visita di un prodotto”, che attenderà fino a quando non visiterà un prodotto che soddisfi le specifiche configurate.
Quando il contatto attiverà questo secondo trigger, verrà eseguita l’azione successiva, che in questo caso consisterà nel mostrare una notifica web push. Dopo l’attivazione, il nodo “Alla visita di un prodotto” verrà disattivato per quel contatto.
Con questa configurazione, una volta che il contatto avrà attivato il nodo “Alla visita di un prodotto”, le visite successive ai prodotti non mostreranno nuovamente la notifica web push. Per riceverla di nuovo, dovrà abbandonare un altro carrello e attivare il nodo “All’abbandono del carrello”, il che reimposterà la limitazione del secondo trigger e consentirà che si attivi nuovamente quando visiterà un prodotto.
Continua a imparare!
Per sfruttare tutto il potenziale del tuo account Connectif, ti consigliamo di continuare con i seguenti articoli:
- Nodi di tipo trigger, per utilizzarli in tempo reale quando i contatti svolgono un’attività.
- Nodi di tipo azione, per eseguire operazioni specifiche all’interno dei flussi.
- Limitazioni sui nodi, per configurare le condizioni in base alle quali i nodi non verranno attivati.
- Directory dei modelli di workflow, per individuare i modelli disponibili da utilizzare nelle tue strategie.